Il vino italiano continua a essere un protagonista assoluto sui mercati internazionali, mantenendo il primato mondiale per volumi e il secondo posto per valore esportato, nonostante le sfide di un contesto globale complesso con dazi, guerre e oscillazioni nei consumi.
Dati aggiornati sull’export 2025
Nei primi sei mesi del 2025, il valore dell’export si è attestato intorno ai 3,86 miliardi di euro, con una leggera flessione (-0,48%) rispetto allo stesso periodo del 2024. La contrazione è stata più rilevante per i volumi, scesi del 3,2% a circa 1 miliardo di litri. Tuttavia, il Veneto si conferma la locomotiva dell’export, rappresentando oltre il 37% del totale nazionale e trainando l’export italiano con la forza di Prosecco, Valpolicella e Pinot Grigio.
Trend globali e mercati principali
Gli Stati Uniti restano il mercato leader, con un incremento del 5,7% dei valori nei primi cinque mesi dell’anno, mentre il Canada mostra una crescita sostenuta. Al contrario, si osservano flessioni in mercati chiave come Germania, UK e Cina, a causa di cambiamenti nei consumi e delle tensioni internazionali. Fra le tipologie, gli spumanti tengono bene (+0,8% a valore e +6% a volume nei 12 mercati principali), con crescite particolarmente dinamiche in Giappone, Stati Uniti e Cina. I vini fermi e frizzanti registrano buoni andamenti in Germania, Canada, Australia e Brasile, mentre calano nel Regno Unito e Cina.
Evoluzione dei consumi e nuove tendenze
Il mercato internazionale mostra sempre più attenzione ai vini naturali, biologici e sostenibili: l’Italia è leader europeo nella viticoltura bio, con il 23% della superficie vitata certificata, soprattutto in Toscana e Sicilia. Il digitale e l’e-commerce hanno rivoluzionato la distribuzione, favorendo il successo di piccoli produttori e la ricerca di autenticità. Le nuove generazioni sono sempre più orientate verso prodotti etici, esperienze autentiche e trasparenza produttiva.
Sfide e opportunità: dazi e nuove strategie
Dal 1° agosto 2025, sono stati introdotti dazi negli Stati Uniti su vino italiano, con un impatto stimato di 317 milioni di euro annui, colpendo soprattutto Prosecco, Pinot Grigio, Moscato e rossi toscani. In risposta, le aziende stanno puntando su innovazione, brand territoriale e enoturismo, che nel 2024 ha generato quasi 3 miliardi di euro, attirando 15 milioni di visitatori.
Il vino italiano nel mondo affronta una fase di aggiustamento, tra nuove sfide e grandi opportunità. Se da un lato l’export deve confrontarsi con crisi globali e barriere commerciali, dall’altro la leadership qualitativa, la forza delle denominazioni e la sostenibilità garantiscono un appeal solido e in crescita presso i consumatori di tutto il mondo.


